SE ACCETTO IL RIMBORSO DEVO RINUNCIARE AL RICORSO PRESSO LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO?
È la domanda che in questi giorni ci stanno rivolgendo, con comprensibile grande preoccupazione, centinaia di persone.

LA RISPOSTA È NO: i risparmiatori che decideranno di aderire al Ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la tutela dei risparmiatori azionisti, saranno comunque liberi di promuovere azioni giudiziarie in sede civile o penale, ovvero di stipulare accordi transattivi con le Banche interessate e quindi di accettare il rimborso.

In questo breve video la risposta del PROF. AVV. GAETANO ROBERTO FILOGRANO.

PARLA DI QUESTA INIZIATIVA CON PIÙ PERSONE POSSIBILI PERCHÉ NESSUN TRUFFATO DEVE SENTIRSI SOLO

Siamo a fianco di tutti quegli operai, professionisti, piccoli imprenditori, pensionati e casalinghe che nella banca hanno creduto investendo i risparmi di una vita. Queste persone non possono essere lasciate sole a vivere quello che per molti è un autentico dramma.

Vogliamo che la verità venga a galla e che chi ha preso in giro e bruciato i risparmi di una vita dei cittadini azionisti venga punito. A pagare il risarcimento integrale devono essere i veri responsabili, ad ogni livello e in nome di una Giustizia giusta, libera ed uguale per tutti.

L’ANTEFATTO

Migliaia di risparmiatori si sono visti azzerare il valore delle azioni dopo gli ultimi aumenti di capitale e dopo che per anni era stato per loro molto difficile, se non impossibile, vendere le azioni di cui erano in possesso. Azioni che spesso erano state acquistate in cambio della concessione di finanziamenti e il cui valore si è rivelato alla prova dei fatti irrealistico. Operai, professionisti, piccoli imprenditori, pensionati e casalinghe si sono ritrovati con carta straccia tra le mani e i risparmi di una vita polverizzati.

L’OBIETTIVO: IL RIMBORSO TOTALE

L’obiettivo che vogliamo ottenere è il Rimborso totale per gli azionisti.

COME?

Attraverso il Ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto di queste banche, ed evidenziare le omissioni dello Stato italiano in loro difesa. Due sono le violazioni che ipotizziamo sulla base di quanto previsto dalla Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali: la violazione del divieto di schiavitù (art.4), inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale, e la privazione della proprietà privata (art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione).

Chi doveva controllare, come Bankitalia e Consob, non ha controllato e chi doveva tutelare il risparmio, cioè lo Stato, non l’ha fatto. E’ stato dimostrato in modo palese l’assoluto disinteresse dello Stato con riferimento agli articoli 47 e 28 della Carta Costituzionale. Lo Stato è responsabile per le violazioni commesse dai funzionari e dai dipendenti degli Enti preposti al controllo del risparmio e per questo deve risarcire i risparmiatori. Il meccanismo di controllo internazionale viene dunque chiamato ad entrare in funzione solo nel caso in cui gli strumenti di protezione offerti dal diritto interno non siano riusciti a rimediare alla situazione lamentata, ed è esattamente questo il caso. Ci troviamo di fronte all’assoluto fallimento della gestione del sistema della vigilanza bancaria in Italia.

CHI PAGA LE SPESE LEGALI?

Nessun onorario sarà richiesto agli azionisti che vorranno intraprendere questo percorso, il procedimento sarà interamente sostenuto dai consiglieri regionali veneti del M5S, con il taglio volontario degli stipendi. 

Perché destinare i nostri soldi a questa causa? Perché non riguarda solo le migliaia di azionisti truffati, ma tutti noi.